Stamattina la sveglia suona molto presto, mentre il resto degli occupanti del rifugio si godono il caldo del loro sacco a pelo, noi siamo già indaffarati nella preparazione dei nostri bagagli e colazione, si riaccende il fuoco per svere un po di calore prima di uscire all’aperto, consumiamo quasi in silenzio religioso la nostra colazione, poi quando siamo tutti pronti usciamo per montare le borse sulle bici e sui carrelli.
Alzarsi presto è sempre dura specialmente se si è in giro da quasi 20 giorni il freddo punge subito mani e faccia, stiamo per partire e subito dobbiamo fermarci per ammirare uno spettacolo incredibile, l’alba sulla laguna è qualcosa di straordinario……colori indescrivibili vanno a riempire gli spazi dove fino a poco prima era notte, il sole subito scalda ma la temperatura sotto lo zero ci farà soffrire ancora per un “pochino”.
Dopo questo spettacolo ripartiamo direzione dogana, da dove inizia la strada che porta all’Ojos, i primi km scorrono bene, poi la sabbia si fa sempre più fonda e ogni tanto ci tocca spingere la bici. Almeno non c’è vento ci diciamo………., in poco neanche a dirlo si alza un vento contro fortissimo che indieme al fondo sabbioso rende la progressione davvero un calvario. Niente, neanche oggi è il nostro giorno fortunato, per tutto il giorno vento contro a manetta e un fondo sabbioso che ci obbliga a spingere davvero tanto la bici, la fatica è di quelle insopportabili con vento forte e contrario, sabbia che ti sferza in faccia, tu che non riesci a pedalare. Ma poi basta che ti fermi un attimo, ti giri in tondo, e sei in pace con tutto lo spettacolo che stai guardando. Senza eguali !!!!! Ti lascia davvero a bocca aperta. Poi ti rimetti in marcia verso la tua meta, che spettacolo!
Fisicamente tappe come queste ti mettono davvero a dura prova, se penso che quando sono a casa per fare 90 km ci metto meno di 3 ore, qui ce ne abhiamo messe 10 per farne 65 !!
Con i guardia parco ci eravamo messi d’accordo che ci avrebbero rifornito di acqua in un punto particolare. Con il dovuto ritardo tipico sudamericano ci hanno raggiunto lungo la strada, dopo averci riempito borracce e bottiglie, che non mancano mai attaccate alle nostre bici. Ci dicono che se non vogliamo passare per dogana per le formalita’ e la solita acqua (si allungherebbe di ulteriori 10km il tragitto giornaliero) possiamo incontrarci nuovamente al rifugio Murray che che si incontra salendo verso l’Ojos. Ottima proposta per noi che accettiamo volentieri.
Quindi stando alla tabella di marcia, dovremmo essere al rifugio Murray domani nel pomeriggio, il giorno successivo ci portano l’acqua. Da quel momento la sfida finale non puo’ che cominciare !!
La tabella di marcia prevedeva la partenza dai 4165mt del rifugio CONAF con l’arrivo di tappa alla Dogana, a 3780mt. Ma con l’aiuto ricevuto per l’acqua ci fermiamo volentieri nel “nulla” del Bofedal, domendo ancora a quasi 4000mt. Solita ricerca di un piano riparato dal vento, montaggio delle tende, bustone liofilizzato per cena, 2 biscottini per “arricchire” il dopo cena , e tutti a nanna. Anche oggi giornata lunga e impegnativa.
L’ho scritto spesso in questi miei pensieri di tappa. Per fare un viaggio come questo ci vogliono molte cose, ma la cosa più importante è la coesione del gruppo. Io mi trovo per la prima volta con i ragazzi di questo gruppo . Sono pieni di consigli che mi aiutano e mi semplificano molte cose. L’aiuto tra di noi è sincero e spontaneo. E’ davvero una emozione grande che si vive tutti insieme…….. Luca.