Partiamo dopo il giormo di riposo per affrontare i 95km che ci separano da Vanji, le informazioni che abbiamo ci dicono che sarà una tappa impegnativa sia per distanza che dislivello.
Il sole comincia subito a farsi sentire e la valle ampia non offre nessun riparo, questa strada corre parallela al fiume che separa il Tagikistan dall’ Afghanistan ci fa un po specie guardare dall’altra parte ma è solo un nostro pensiero figlio di quanto sentiamo su quel paese.
Il traffico non è eccessivo e molti sono camion che vanno verso Korog o Duahambe per trasporti merce, passano le ore e la strada diventa davvero di fuoco, ci fermiamo per una sosta di riferimento d’acqua ad una fonte dove siamo “assaliti” dai bambini che sono una presenza costante lingoble strade di questo viaggio, sempre sorridente e pronti a darti il 5 mentre passi e a salutare con un semplice Hello!
Sono quasi le 13 quando superiamo un nuovo record abbiamo raggiunto i 50 GRADI era da un po che ci sembrava di pedalare in un forno, cerchiamo assolutamente un riparo che troviamo in una locanda sulla strada, nessuno di noi a mai affrontato condizioni del genere e tutti ne stiamo soffrendo da matti.
La strada è ancora lunga e dobbiamo metterci di nuovo in marcia fa ancora caldo e la strada e perenemmente un sali e scendi sterrato e noi cominciamo ad essere davvero stanchi, ma dobbiamo arrivare altrimenti il giorno seguente dovremmo fare più di 100km, e allora sotto con le ultime forze per arrivare dopo 12 ore al check point militare che in pratica è il nostro arrivo, poco più in là esiste una sorta di hotel dove ci danno dei materassi per dormire e da ma mangiare, stanchi come siamo ci andrebbe bene qualsiasi cosa, e questo posto è veramente il peggio di qualsiasi altra cosa, però ci godiamo per un attimo un bellissimo tramonto, stanchi ma contenti di aver passato questa giornata.


