14° Giorno Shari Mogul base camp Peak Lenin 

Lunedì 14 Agosto 

Dopo la notte passata in una Home Stay in cui avevamo a disposizione una grande stanza per dormire e una cucina, dove abbiamo cenato a base di spaghetti (kirziki) conditi con un sugo fatto da noi, ottenendo un risultato fantastico visto dove siamo, sveglia presto prepariamo bagagli e dopo aver fatto scorta d’acqua partiamo per i 25 km che ci separano dalla fine del nostro viaggio con le bici.
La grandezza di questa momtagna incute timore a chi gli si avvicina da questa prospettiva, non siamo abituati ad una tale vastità ed altezza siamo a 3000 metri ed abbiamo davanti a noi 4134 metri di parete coperta da unmanto di neve bianco.
Arriviamo alla fine della valle e la strada finisce praticamente in un burrone…..ci guardiamo e con una certa sorpresa realizziamo di aver sbagliato strada! Dopo qualche minuto di varie supposizioni, individuiamo un possibile passaggio sul fondo della valle, detto fatto, ci caliamo con non poca fatica con le bici lungo la scarpata fino a raggiungere un ponte che traversa il fiume, da li dobbiamo risalire lungo un erta che dobbiamo affrontare a piedi trasportando prima tutto i bagagli e poi le bici, con una fatica che ci mette tutti a dura prova, finito il trasbordo  tratto spingiamo ancora per circa un ora e finalmente arriviamo al campo base,ove esultiamo per la nostra prima meta raggiunta.

Sono stati 14 giorni intensi in cui ci siamo trovati nelle più svariate situazioni sia meteo che fisiche abbiamo attraversato il Tagikistan ed il.Pamir due paesi meravigliosi con gemte davvero speciale, di cui non scorderemo mai i sorrisi e la gentilezza di una spontaneità imbarazzante per noi occidentali.

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13° giorno dogana tagika Shari Mogul 

Domenica 13 agosto 

Notte fredda questa appena passata le tende al nostro risvehlio erano un blocco tutto bianco. tutto serve al nostro scopo di acclimatarci al .meglio per affrontare poi la parte alpinistica.

Sgelate le tende e noi facciamo colazione e partiamo in direzione della dogana del Kirghizistan che troviamo dopo circa 10km, qui le formalita sono un po piu severe ma il fatto di essere in bici e italiani alza il buon umore dei doganieie che ci lasciano andare via velocemente

La strada scende nella valle in modo sempre pou convinto ed in breve ci troviamo a 3000 metri di quota,proseguiamo per il paese di Shari Tash dove acquistano un ora di wi fi pwr aggiornare il blog e scrivere o sentire i nostri familiari.

Ripartiamo ora per Shari Mogul dove passeremo la notte e domani punteremo diritti al campo base con un giorno di anticipo sulla tabella di marcia 

Stiamo ricevendo tanti messaggi di incoraggiamento e devo dire che titti ci fanno particolarmente piacere e per questo vi ringraziamo di cuore 

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12° giorno Karakul dogana tagika 

Dormiamo profondamente in queste notti tagike ed al mattino ci svegliamo sempre con la voglia di riempirci la pancia di pane the e quanto ancora ci viene messo in tavola

Dopo aver caricato i bagagli e qualche foto con i padroni di casa, pedaliamo lungo il lago Karakul che è dabveto di una dimensione inctedibile, impossibile non rimanere incantati da questo panorama che offre nello stesso momento lago deserto e picchi innevati.

La strada comincia subito a salire e in alcuni tratti davvero ci mette a dura prova per non scendere dalla bici, il gruppo in questi casi si sgrana ma poi ad ogni iniziò discesa ci fermiamo per ricompattarci, pausa pranzo all’aperto lungo il bordo strada con un vento che mischia la polvete  al pane e tonno chr stiamo mangiando.

La seconda parte della tappa è davvero tosta e le salite ci lasciano senza fiato, e senza gambe!! Finalmente in lontananza avvistiamo la casetta della dogana, dove veniamo accolti da dei simpatici militari che ci offrono melone ed anguria, sbrigate velocemente le pratiche ci buttiamo in discesa verso il Kirghizistan, lungo lanstrada dopo circa 10km troviamo una casa di pastori che ci invitano a prendere del the le loro condizioni di vita ci lasciamo davvero a bocca aperta, la cosa bella è che quelli a disagio siamo noi nel vedere che loro continuano a fare la loro vita di ogni giorno.

Anche stanotte si dorme sotto le stelle a 4000 !! 

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10° Giorno Murghab fin dove arriviamo….

Eccoci di nuovo in bici partiamo dopo aver visitato il mercato ed acquistato acqua e pane per il viaggio e pernottamento che stanotte sarà di sicuro sotto le stelle.

La quota di partenza è 3600 quella del Aktai bal pass è 4600 da percorrere circa 80 km per arrivarci, le notizieche abbiamo dicono che la strada è in continua salita ma mai troppo impegnativa, la strada scorre bene sotto le nostre ruote questo tratto fino al passo è praticamente quasi tutto asfaltato, dopo circa 4 ore soste bordo strada per pranzo con pane e tonno e qualche pezzo di carne secca made in Italy che ci da un po di sapore di casa.
Pedalare a queste quote è subito faticoso e dopo la pausa i km che ci separano dal passo circa 30 ci sembrano aumentare !! 

Decidiamo di pedalare fino al 70esimo km e poi cercare un posto per le tende….eccolo trovato il posto via a montare le tende, da lontano tuona forte e siamo in pericolo temporale sarebbe un disastro prendere acqua adesso, riusciamo a montare tutto in fretta e per fortuna il temporale passa senza toccarci.

Dopo un breve riposo, si prepara la cena e sotto con i risotti, la prima razione è ottima con un tocco di parmigiano per la seconda si crea della suspense a causa dell funzionamento di un fornello, dopo una decina di minuti tutto funziona come deve e quindi sotto con la seconda razione.

Oggi una tappa in ambiente meraviglioso ed isolato, a tratti ci ha ricordato il viaggio precedente in Cile per panorami e colori.

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11° Giorno da quota 4350 a Karakul 

La notte in quota è sempre molto lunga ci si chiude nella tenda ad un orario in cui solitamente si fa l’aperitivo al bar e si aspetta la luce del giorno per rialzarsi, sperando di addormentarsi il più velocemente possibile in modo che le ore così passino in fretta.

Smontato il campo fatto colazione con il fantastico porridge made in Alberto, riprendiamo le rampe che ci portano al passo, la quota ci dice che non siamo lontani ed infatti ad occhio vediamo già lo scollinamemto, incontriamo dei simpatici ragazzi italiani che partecipano al Mongolian Rally carbonara mariachi il nome del loro team con cui scambiamo quattro chiacchere, eccoci ai 4600 del.passo ci vestiamo per  affromtare la discesa qui sopra la temperatura è di 5 gradi

Dopo diversi kilomtri in una valle stupenda con panorami mozzafiato che ci fanmo fermare spesso per fare foto e rirese, scendiamo ancora ed incontramo un cartello che indica Hotel e fast food, deviamo anche perché la fame si fa sentire e siamo accolti da una famiglia kirghiza che cibfa accomodare nella loro jurta e ci offre del pane con yoghurt di jak e the, assaggiamo tutto ed è davvero buonissimo.

La strada dopo essere ripartiti diventa pessima e procediamo davvero pianissimo amche se praticamente siamo in.pianura, poi improvvisamente di nuovo asfalto e quindi il morale del gruppo si rialza, anche se dura poco a causa di un vento fortissimo che ci sbatte in faccia, rettilinei lunghissimi e vento forte mettono sempre a dura prova gambe e testa.

Finalmemte arriviamo a Karakul troviamo subito una sistemazione per la notte dove ci offrono vitto e alloggio e una doccia a dir poco originale, pentolone di acqua sul fuoco da miscelare in un secchio con la fredda e versarsela addosso.

Altra tappa nella “pampa” come dice Pierpaolo, ma questa è l’essenza del viaggio l’isolamento da tutto quanto siamo abituati nel nostro mondo, arrivando nel paese costeggiando le rive del lago abbiamo intravisto finalmente la maestosa cima del Peak Lenin che domina tra le altre con i suoi 7150 metri, ed i nostri pensieri sono volati lassù.

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9°giorno Korogh Murghab

Alle 6.45 siamo già al parcheggio da dove partono le jeep in direzione Murghab, in poco troviamo subito l’accordo sul prezzo e cominciamo a caricare bici e bagagli, in un primo momento il driver voleva caricare tutto su una macchina ma poi per fortuna si è convinto ed ha spartito il carico con un altra macchina.

Il viaggio è lungo ed anche se fatto in macchina è egualmente faticoso visto che all’interno della macchima siamo in 9 oltre a bagagli e un bambino.

Dopo 320 e circa 9 ore arriviamo finalmente a destinazione, ci portano direttamente in un home stay che si rivelerà davvero unico nel suo genere sia per l’ospitalità che per le conoscenze del gestore che ci ha dato davvero un grande aiuto 

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8° giorno da  Rushan a Korogh

Dopo la notte passata nel patio dove finalmente non abbiamo sofferto il caldo, facciamo colazione prestissimo per partire con ancora una temperatura che sia  sopportabile, la simpatica signora ci prepara uova e omelette con della marmellata fatta in casa di albicocche davvero buonissima a cui noi facciamo cosi tanto onore che ce la deve riportare due volte ☺. La signora comunica con noi attraverso il traduttore di google del cellulare e a parte qualche parola un po’ strana tutto funziona nel verso giusto, paghiamo i 470 somoni (47 euro) che ci chiede per 6 posti letto e colazione e via sulle bike a pedalare. 

Oggi sono circa 70 km da percorrere per arrivare a Korogh la capitale del Pamir, la strada non presenta difficoltà di sorta e quindi procediamo velocemente lasciando scorrere  le biciclette su una strada finalmente quasi normale.

Qualche sosta di rifornimento acqua e nel primo pomeriggio arriviamo alla nostra destinazione, dove da subito cerchiamo un trasporto che domani ci porti fino a Murgabh da dove partiremo per l’avvicinamento al campo base del Peak Lenin, questa seconda parte sara resa piu dura per l’altitudine infatti pedaleremo a quote che andranno dai 3600 ai 4200, che però ci consentiranno di acclimatarci al meglio per la nostra salita ai 7150 metri.

In paese troviamo un tourist office che ci da indicazioni per una sistemazione che troviamo in una splendida casa pamira, usciti per mangiare qualcosa sembra incredibile ma Pierpaolo trova un suo collega di lavoro che è qui per conto dell’Università CentroAsiatica.

Passiamo le ore che ci rimangono a sistemare bagagli e lavare qualche maglietta, coscienti che da domani avremmo davanti a noi un importante settimana per la nostra avventura, ora stiamo tutti bene e siamo belli carichi.

 

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7° giorno Vanji Rushan 

Dopo una notte difficile per il caldo e per altri particolari  dalle forme più strane, facciamo colazione e prima dele sette siamo già im bici affrontiamo le rampe di un passo che ci porterà poi a puntare verso la nostra meta di giornata, per fortuna la valle è più stretta e questo ci garantisce momenti d’ombra molto maggiori rispetto  ai giorni precedenti e questo ci fa davvero bene, infatti i kilometri scorrono veloci ed in poche ore arriviamo  circa metà strada, dove cerchiamo un riparo per non farci sorprendere dal caldone delle ore centrali, sulla strada troviamo un ragazzo a cui chiediamo informazioni e lui ci invita a casa sua.

La famiglia ci accoglie in modo straordinario ed in breve anche qui come nella volta precedente il pranzo e subito pronto, Mossud il ragazzo che ci ha invitato parla tedesco che sta studiando a scuola e quindi discutiamo molto facilmente con lui di molte cose e capiamo molto della loro cultura.

Ripartiti decidiamo per una strategia di soste brevi ma continue, ogni volta che troviamo una fonte ci tinftrschiamo e così riusciamo a mantenere un buon ritmo dopo circa 10 ore arriviamo a Rushan dove troviamo una sistemazione per la notte, questa volta all’aperto all’interno di un patio sarà una nuova esperienza anche questa, ma sarà sicuramemte meglio di ieri. 

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6° giorno kailakum vanji

Partiamo dopo il giormo di riposo per affrontare i 95km che ci separano da Vanji, le informazioni che abbiamo ci dicono che sarà una tappa impegnativa sia per distanza che dislivello.

Il sole comincia subito a farsi sentire e la valle ampia non offre nessun riparo, questa strada corre parallela al fiume che separa il Tagikistan dall’ Afghanistan ci fa un po specie guardare dall’altra parte ma è solo un nostro pensiero figlio di quanto sentiamo su quel paese.

Il traffico non è eccessivo e molti sono camion che vanno verso Korog o Duahambe per trasporti merce, passano le ore e la strada diventa davvero di fuoco, ci fermiamo per una sosta di riferimento d’acqua ad una fonte dove siamo “assaliti” dai bambini che sono una presenza costante lingoble strade di questo viaggio, sempre sorridente e pronti a darti il 5 mentre passi e a salutare con un semplice Hello! 

Sono quasi le 13 quando superiamo un nuovo record abbiamo raggiunto i       50 GRADI era da un po che ci sembrava di pedalare in un forno, cerchiamo assolutamente un riparo che troviamo in una locanda sulla strada, nessuno di noi a mai affrontato condizioni del genere e tutti ne stiamo soffrendo da matti.

La strada è ancora lunga e dobbiamo metterci di nuovo in marcia fa ancora  caldo e la  strada e perenemmente un sali e scendi sterrato e noi cominciamo ad essere davvero stanchi, ma dobbiamo arrivare altrimenti il giorno seguente dovremmo fare più di 100km, e allora sotto con le ultime forze per arrivare dopo 12 ore al check point militare che in pratica è il nostro arrivo, poco più in là esiste una sorta di hotel dove ci danno dei materassi per dormire e da ma mangiare, stanchi come siamo ci andrebbe bene qualsiasi cosa, e questo posto è veramente il peggio di qualsiasi altra cosa, però ci godiamo per un attimo un bellissimo tramonto, stanchi ma contenti di aver passato questa giornata.

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5° giorno rest day 

Dopo la dura tappa di ieri e qualche disturbo intestinale di troppo, decidiamo di rimanere un giorno fermi. La notte è servita a recuperare la grande faticata, anche se il caldo contimua a farsi sentire, ieri dopo l’arrivo quasi in notturna abbiamo trovato solo una zuppa. Quindi la colazione di stamattina e il pranzo sono esclusivamente orientati a riempire i serbatoi.

La cittadina posta sul confine Afghano non offre molto ma alcuni negozi ed una farmacia, ci aiutano nel trovare quello che ci serve, tra cui anche della pasta che Pierpaolo ha abilmente cucinato con pomodoro e tonno. 

Nel pomeriggio ricontrolliamo il nostro percorso di viaggio e inviamo una mail al campo base del peak lenin per avere nei prossimi giornib notizie sullo status drlla montagne.

Il gruppo è sempre carico e motivato e non vediamo l’ora di ripartire.

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