UN SUCCESSONE !!!

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Arriva finalmente la data della nostra serata, ci siamo preparati bene anche per questo nostro appuntamento, mesi di duro lavoro stavolta al computer si stanno per materializzare davanti al nostro pubblico…. Negli ultimi giorni ci scherziamo sopra, ma la curiosità … Continua a leggere

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Manifesti e cartoline

Pronti manifesti e cartoline da distribuire in vari posti della città, ad oggi già in molti hanno risposto al nostro invito, sarà bello condividere le emozioni di questo viaggio con tanti di voi che ci hanno seguito durante tutto il tempo incoraggiandoci nei momenti più difficili….questo sarà il nostro modo per dire grazie a tutti……

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Work in progress

A distanza di un anno dal nostro viaggio, siamo quasi pronti per la serata di presentazione del nostro filmato, è stata dura quasi come rifare il viaggio : )ancora qualche piccolo dettaglio e tutto sarà perfetto…….state pronti…..20160107_214116

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Trailer di presentazione

Ecco il trailer di anticipazione di quello che sarà poi il filmato completo che presenteremo durante le nostre serate, unn essenza dei giorni e delle fatiche vissute ma anche un grande tuffo nei panorami e nelle emozioni che ci hanno accompagnato per tutto il nostro viaggio……..

Un grande grazie va ai nostri cameramen, Gav  e Sandro, che si sono davvero prodigati per queste immagini e noi sappiamo quanta fatica in più di noi avete fatto.

Per il montaggio di questo corto fatto in modo davvero professionale, grazie ancora Gav !!!

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Pronti per il rientro……..

Il nostro viaggio sta per finire, siamo qui in aeroporto e aspettiamo l’imbarco…….questo giorno e mezzo di “recupero”ci è sicuramente servito, due cene super ci faranno sembrare meno patiti al nostro ritorno a casa…….tutti contenti di rientrate, anche se il nostro sguardo continua a vagare per l’orizzonte in cerca di panorami, si parla già di possibili prossime mete e viaggi fantastici…..

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Siamo stati un gruppo fantastico uniti e compatti, pronti a dividere fatica e gioia, bello viaggiare con compagni che ti rendono i momenti ancora più indimenticabili……

To be continued……….

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18a Tappa Laguna Verde – Dogana

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La notte e è stata  molto fredda e la temperatura è scesa sotto lo zero di parecchio, il desiderio era di alzarsi presto, ma in queste condizioni fatichiamo davvero ad uscdire dalle tende.

Smontare le tende cosi al fredddo senza neppure aver bevuto un caffè caldo ti mette davvero a dura prova, le mani congelate faticano a muoversi e tutti diventa difficoltoso, la linea del sole comincia ad avvicinarsi a noi, ma i minuti non passano mai, e noi corriamo laggiù a prenderci il calore dove è gia arrivato, gesti semplici come quello di mettersi di fronte al sole, diventano episodi chiave di una giornata come questa.

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Fatto la colazione partiamo determinati come sempre, ci aspettano i primi 30 km duri, fatti di sabbia e salite poi migliorerà e questo ci galvanizza, le prime 3 ore filiamo davvero forte, poi breve sosta come spesso durante questo viaggio a bordo strada, una barretta quattro chiacchiere e poi via di nuovo.

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Passati i 30 km la strada migliora molto e noi diventiamo subito molto veloci, ma sono già 5 ore che pedaliamo è ora di mangiare, oggi il nostro masterschef Alberto si inventa dei panini a base di tonno e formaggio, impensabile cosa si riesce a mangiare quando si zsente fame vera, comunque anche oggi ridiamo intorno a questa sua nuova creazione e lo ringraziamo…

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Perccorrendo la strada verso la dogana, incontriamo l’unico ciclista dall’inizio del viaggio, è  un ragazzo tedesco che in solitaria partito da Copiapo percorrerà la strada che lo porta verso l’Argentina, scambio di notizie sul cosa e dove poi qualche foto ricordo e si rimonta in sella…..via dai che la fine del viaggio è vicina.

Il vento è  molto forte e contrario a noi, la strada scende e questo ci aiuta un pochino, nel tratto finale quando mancano 10 km circa alla dogana, Sandro prende il comando del gruppo e con grande sforzo e sacrificio ci porta alla fine della nostra tappa.

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17a Tappa Rifugio Atacama – Laguna Verde

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Dopo la notte passata al rifugio Atacama ci prepariamo per la discesa verso la valle che ci porterà al rifugio Murray, uno sguardo alla cima dell ‘ Ojos che ci sovrasta, sembra ancora impossibile ma invece è proprio così ieri eravamo lassù.

Prendiamo una variante rispetto alla salita e questo ci fa guadagnare tempo e risparmiare fatiche, qualche tratto a spinta ci rimane lo stessso ma nulla a confronto di quanto fatto all’andata

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Arrivati al rifugio Murray, recuperiamo le poche cose che avevamo lasciato li per alleggerire il carico, troviamo l’acqua che i guardia parco del Tres Cruses ci avevano promesso, fantastico trovare persone disposte a farsi 100 km di jeep per assicurare a 7 ciclisti la possibilità di proseguire sicuri nella impresa, troviamo anche un bellissimo biglietto con dedica di due ciclisti spagnoli, che ci erano dietro a circa due giorni, dicono che del nostro passaggio e della nostra impresa ne parlavano tutti……

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Riprendiamo la via che ci porta verso la Laguna Verde, dopo circa 2 ore un nuovo spettacolo della natura ci appare davanti, il color verde smeraldo dell’acqua contrasta così tanto con il giallo deserto di tutto ciò che lo circonda da sembrare finto……

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Piantiamo le nostre tende e ci immergiamo in una delle pozze di acqua calda che circondano la laguna, a pensarci bene credo sia l’unico momento di relax di tutto questo viaggio.
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Ceniamo con un gruppo di polacchi che tenteranno un record di immersione su un lago a 5915 metri, poi via nelle tende, la notte sarà fredda meglio coprirsi bene…..

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16a Tappa Rifugio Tejos – Cima Ojos de Salado 6893 mt

Usciamo dal rifugio e subito una ventata gelida ci fa capire che oggi il vento non sarà  un nostro alleato,  il freddo pungente assale mani e piedi, dobbiamo muoverci per riuecire a scaldare queste parti del corpo che soffrono e fanno soffrire…….ci incamminiamo sul sentiero che sale dolcemente fino a quota 6100 li ci fermiwmo un attimo ci guardiamo in faccia e senza neanche una parola capiamo che stiamo meglio, ora il sole illumina e riscalda poco sopra di noi, risaliamo ancora e ci fermiamo propio lì dove possiamo goderci il tepore e scaldarci definitivamente quota 6200 raggiunta….

A tavolino si era deciso di salire piano e fare diverse pause ,  nel pratico capiamo che le pause troppo lunghe ci stroncano poi nel ripartire, quindi la nuova strategia è di far più step ma di poco tempo di sosta, quota 6400, comincia a mancare l’aria la famosa fame di ossigeno si fa sentire, i muscoli non fanno male ma i polmoni chiamano a gran voce ARIA, di improvviso anche le gambe diventano piombo e allora la paura di non riuscire più a salire diventa reale , ……ora mi fermo respiro mi appoggio sui bastoncini, ok ora va meglio adesso riparto……..dai mezzo passo per volta, si sento che va di nuovo meglio…….questi i pensieri e le sensazioni che ognuno di noi sente durante la salita.

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Risalita la parte dura del ghiaione e attraversato il nevaio pensavamo di aver attraversato la parte dura, invece la dorsale che ci porta alla base del cratere è  eterna e estremamente dura, le pause aumentano e cominciamo ad sentire quota e stanchezza, quota 6650 raggiunta.

La cima è li davanti a noi, dal cratere vediamo  le pareti finali da dove partono le corde fisse che ci portano diretti alla cima, il vento fortissimo sbatte sulla parete è crea un rumore inspiegabile e fortissimo, percorriamo l’ultimo spazio che ci separa dal breve tratto verticale quasi senza consapevolezza, passiamo su dei massi che ostacolano la risalita, oramai sentiero non ne esiste piu, eccoci alle corde fisse, ci siamo ancora poco ed è  fatta.

Il tratto finale consiste in un camino che sale verticale per circa 15 metri, poi esce sull’anticima e prosegue per altri 30 fino alla cima vera e propria, questo tratto è particolarmente pericoloso a causa dell’esposizione e del vento fortissimo che quasi toglie il respiro, raccogliamo le ultime forze e lo percorriamo in un fiato.

Alle ore 12 siamo sulla cima dell ‘ Ojos a 6893 metri, emozioni fortissime ci attraversano ognuno di noi sfoga la sua gioia a modo proprio poi un abbraccio ci unisce tutti insieme, lo scopo del nostro viaggio in cui partendo dal mare di La Serena abbiamo raggiunto la nostra grande montagna, dopo giorni e giorni di km in bici fatiche, dislivelli impossibili, vento sempre contro, sabbia che ci fa spingee per ore e ore,  notti in quota freddo, fame……ma ora sappiamo che ne è valsa la pena, ci giriamo intorno e la vista spazia all’infinito è bellissimo stare quassù

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Libro di vetta

Il vento non ci consente di fermarci a lungo, poche foto di rito e ci muoviamo per scendere, la discesa è agevolata dal terreno che ci consente di aver un passo veloce e non troppo impegnativo fisicamente, lasciamo la cima alle nostre spalle e perdiamo quota rapidamente, ora laggiù rivediamo ilrif Tejos da dove siamo partiti, la mente ripercorre tutta la salita e l’aria fine della cima è rimasta dentro di noi…….

Arrivati al rifugio ci fermiamo per una sosta, mangiamo qualcosa e poi scendiamo fino a campo 1 del rifugio Atacama.

Tempo di salita h 4 e 30 tempo di discesa h 2 e 30

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15a tappa Rifugio Atacama – Rifugio Tejos

Oggi ci spostiamo da campo 1 a campo 2, la quota di partenza è 5200mt e di arrivo 5837  dislivello non impegnativo ma considerata la fatica fatta fino ad oggi cerchiamo di risparmiarci le forze per la salita alla cima.

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Presi gli zaini ci rendiamo conto di avere molto peso circa 30 kg, l’acqua che ci serve è tanta e il peso aumenta in egual misura, ok dai non sarà  una passeggiata neanche oggi, procediamo lenti e con fatica, la quota ancora non si fa sentire e il passo è quasi normale, questo ci galvanizza i giorni passati in altura durante il viaggio ci stanno aiutando.

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Arrivati al Tejos posiamo le nostre cose breve pausa per mangiare e saliamo ancora di quota per migliorare il nostro acclimatamento, certo cosi scarichi è un altro salire domani non sarà  così  semplice ma noi siamo pronti e determinati!………quota 6100 ok ci possiamo fermare, seduti ammiriamo il panoramama sotto di noi valli ovunque, montagne tutto intorno e solo noi……

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Pierpaolo rivolge lo sguardo alla cima.....

Rientrati al Tejos vogliamo riposae, ma la tensione emotiva è alta e riusciamo solo a sdraiarci, poi è ora dicena e anche qui poca voglia, ci rendiamo conto che ognuno di noi sente un sintomo di malessere, sappiamo che è normale in un caso come questo ma comunque siamo preoccupati di non riuscire a sal domani.

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Si va a letto, occhi fissi al soffitto non si dorme tensione e freddo giocano un ruolo fondamentale……..ore 4 sveglia usciamo dai nostri sacchi a pelo guardimo il termometro che abbiamo posizionato fuori dal container -16 troppo freddo rimandiamo la partenza per le 7e30……….

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Foto della vetta e salita verso la cima

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