VETTA CONQUISTATA!

La voce al telefono diceva: E’ stata dura ma Vetta Conquistata!
Obbiettivo raggiunto e Pierpaolo, Alberto, Francesco, Marco, Luca e Sandro hanno raggiunto questo pomeriggio la Dogana a 3780mt.sulla strada che conduce al Passo San Francisco, confine tra Cile e Argentina. Tappa obbligatoria la dogana dopo la conquista della vetta dell’ Ojos del Salado , e primo avanposto “umano” e dotato di copertura cellulare. Stanchi ma soddisfatti del risultato raggiunto, stanno tutti bene. Nella giornata di Domani il rientro verso Copiapo’ per il meritato riposo.

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Galleria Foto Seconda Settimana.

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Da Alfonso………..carne di Manzo, uovo in padella e Wurstel! Tutto insieme, ma andava alla grande!

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Camion dell’acqua rifornisce le Miniere, potevamo non chiedere qualche bottiglia? Richiesta esaudita con successo!

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Problemi al Cambio. No problem, meccanico assicurato!

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A tavola da Alfonso…….

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La cucina di Alfonso.

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Questa notte un tetto sulla testa.

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Si calcolano le provviste per le tappe future.

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Franz davanti al camino del Rifugio CONAF.

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Freddo alla Laguna, Alberto si riscalda.

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Galleria Foto Prima Settimana.

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La Serena, si prepara il materiale per la prima tappa.

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Cerveza a La Serena, la prossima non sappiamo dove!

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La Serena, foto sulla Spiaggia. Adesso possiamo partire.

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Destinazione Frontiera Cile – Argentina.

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Caldo torrido, Pierpa si rinfresca.

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Succo fresco in piazza a Vicuna, ci voleva.

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Locanda ” al Curvone”, chiamiamola cosi! Ogni posto inaspettato che vende cibo e’ ben acccettato dalla comitiva.

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Te’, Pan Casero, Queso e burro.

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Information Point a San Jose Jachal, Argentina.

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Hotel Joma, Vinchina.

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Alberto prepara il Porridge per le colazioni. Per chi vuole la sua ricetta: alberto@str-bz.it

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5a tappa, Dogana – San Jose’ Jachal. Il vento e la pioggia in primo piano.

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Un panino dietro la curva, riparati dal vento.

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Laguna Brava

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Auto in panne? La fantasia non ha confini a Huanta, Cile.

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Campamento La Chacritas. Il cuoco dei minatori ci offre il dessert: Pesche Sciroppate.

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Guanachi al pascolo.

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Troppo vento e poco tempo a disposizione? In due in una tenda e Buonanotte!

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14a Tappa Rifugio 1 (4520mt) – Rifugio 2 (5250mt)

Ci svegliamo Sabato 28 Febbraio e non sembra vero, e’ stata dura ma siamo al Rifugio Murray. Colazione e via a preparare il materiale, oggi bisogna percorrere i 22km che ci separano dal Rifugio 2 a 5250mt. In questi giorni di continui sali scendi a oltre 4000mt , i nostri fisici hanno inparato a convivere con l’altura e la “sensazione” in tutti noi viene gestita molto bene. Ma ora si sale ancora!  Le Guardie del Parco hanno “promesso” di portrci l’ acqua per consentire di proseguire  la scalata verso il vulcano. Si riprocede con la conta del cibo e del materiale necessario.  La giornata oggi non e’ bella e la cima dell’ Ojos e’ nascosta dalle nubi.
Un gruppo di tre persone (2 alpinisti Tedeschi con la guida) arrivano intanto al rifugio con un fuoristrada. Hanno tentato questa mattina la vetta. Ma per loro, a causa del brutto tempo, non e’ andata per il verso giusto.
Sono pero’ molto gentili e lasciano a noi i viveri in eccesso e tutta l’ acqua che ci serve.
Anche ieri a cena abbiamo attinto a delle scorte gia’ presenti nel rifugio, per conservare piu’ possibile il cibo faticosamente trasportato con le bici. Pedalare 6-8 ore al giorno con tutto il carico al seguito, produce un consumo calorico non indifferente.
Questa tappa e’ l’ultima in bici. Poi si procedera’ con due tappe a piedi, dormendo e partendo dal Rifugio 2 a 5250mt e al bivacco (Rifugio3) a 5820mt.

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Rifugio Murray 4520mt.

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L’adesivo di Sportler compare ora nella lista dei ricordi presso la porta del Rifugio Murray!
Abbiamo lasciato qui la firma della nostra presenza.

Da questo momento in poi il blog non potra’ essere aggiornato con notizie “fresche”,  fino al ritorno verso Rifugio 1 e la Frontiera. Niente segnale di cellulari o Wi-Fi ci potra’ permettere di aggiornarlo.
Siamo carichi e fiduciosi!

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SI PARTE!  SI PARTE!

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13a Tappa. Bofedal (3960mt) – Rifugio 1 (4520mt)

Smontato il campo per la notte e colazione quanto possibile “abbondante”, si riparte.
Lasciamo Bofedal a quota 3960mt e subito la solita sabbia, e via a spingere le pesanti bike. L’ obbiettivo e’ concludere la tappa al Rifugio 1 (Rifugio Murray 4520mt) per rimanere nei tempi previsti. Il percorso ci rallenta molto e il vento fino a 1/2 giornata soffia contrario. In vista della strada asfaltata che porta al Passo di San Francisco troviamo il percorso piu’ sabbioso di tutta la giornata. NOOOO!!!!!!! Vediamo l’incrocio ma questo rettilineo sembra interminabile.

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Terminato questo tratto interminabile sappiamo di poter mordere l’asfalto. Non sara’ cosi “romantico” pedalare su asfalto. Ma questo aggevola molto il tragitto gia’ impegnativo per la sua lunghezza, circa 90km. Inoltre anche oggi un passo da valicare a 4600mt.

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Finalmente un percorso piu’ fluido e vento che soffia spesso a favore. Inizia la salita della giornata che ci porta a valicare ancora una volta i 4600mt.

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La strada e’ quella del Passo di San Francisco, il confine Cile-Argentina. Niente da qui per 200km, che si chiami paese o stazione di servizio!

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Ma come spesso accade la fortuna gira le spalle e immediatamente. Chiamiamolo il “Servizio strade” di questa ragione del Cile. Questo dipartimengo ha in programma la riasfaltatura del percorso originale. Risultato: ancora terreno “mosso” su percorso alternativo che transita a fianco del percorso per noi ideale. Per oltre 10km………..Noooooooo! E il rifugio Murray si allontana con il pericolo di dovere bivaccare sul tardi, al tramoto, a quota 4600mt. In una pausa per rifiatare chiediamo acqua a una squadra di lavaratori, che visto la nostre condizioni, ci rifocilla con sacchetti di biscotti, cioccolata e succhi di frutta. Da non credere. SI, qualcuno ci vuole bene! Ed e’ un grosso aiuto, non “intacchiamo” le nostre preziose scorte di cibo e di acqua e immagzziniamo nuove energie.

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Si riparte, e’ tardi, e il sole comincia a tramontare. Troviamo l’incrocio per il rifugio e mancano ancora 3km con salita finale. Il GPS sembra dire la verita’ ma il rifugio non si vede assolutamente in lontananza e fa freddo. Gia’ immaginiamo cosa significa montare le tende con il buio, noi infreddoliti e con le sole lampade frontali a far luce. Inoltre diventerebbe impossibile mangiare un pasto caldo.
Ma come nelle migliori favole a conclusione positiva, un urlo di gioia emerge dal fastidioso rumore del vento. SIiiiiiiiiiii! Capitan Pierpa intravede, in testa al gruppo,  il tetto del rifugio. E per il GPS mancano soli 200mt alla meta. Il rifugio e’ ben nascosto dietro una lingua di montagna e la difficolta’ nel trovarlo aveva indotto in noi un po’ do paura.
La salvezza, sono le 20:10 e abbiamo un tetto e forse un materasso.
Possiamo mangiare in un ambiete “quasi caldo”, Evviva!

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Alberto e Sandro ai fornelli, risotto al pomodoro (tempo di cottura oltre 30min a 4520mt), ma buonissimo. Bravi!

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La vista al tramonto pero’, incantevole!
La giornata si puo’ concludere, tutti a nanna!

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Galleria foto

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Alba alla Laguna de Negro Francisco.

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Pranzo. Pane, Tonno e sabbia……riparati dal vento.

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Francesco in meditazione. L’Headsweats dello sponsor PowerBar
gli dona. Senza le barrette energeniche PowerBar Natural Energy Cereal oggi sarebbe stata dura.

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Sabbia, sabbia, sabbia……

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Riprendiamo fiato…….

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Sempre in marcia, sempre nella sabbia.

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E se non si pedala, allora si spinge!

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Stefano e la felicita’ per il suo bustone quotidiano….ohhhh!

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Accampamento nel “nulla” del Bofedal a 3960mt.

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Cena finita, mancano solo i 2 biscottini.

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Sandro e Stefano.

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12a tappa Rifugio Conaf – Bofedal

Stamattina la sveglia suona molto presto, mentre il resto degli occupanti del rifugio si godono il caldo del loro sacco a pelo, noi siamo già indaffarati nella preparazione dei nostri bagagli e colazione, si riaccende  il fuoco per svere un po di calore  prima di uscire all’aperto, consumiamo quasi in silenzio religioso la nostra colazione, poi quando siamo tutti pronti usciamo  per montare le borse sulle bici e sui carrelli.
Alzarsi presto è sempre dura  specialmente se si è in giro da quasi 20 giorni  il freddo punge subito mani e faccia, stiamo per partire e subito dobbiamo fermarci per ammirare uno spettacolo incredibile,  l’alba sulla laguna è  qualcosa di straordinario……colori indescrivibili vanno a riempire gli spazi dove fino a poco prima era notte, il sole subito scalda ma la temperatura sotto lo zero ci farà soffrire ancora per un “pochino”.
Dopo questo spettacolo ripartiamo direzione dogana, da dove inizia la strada che porta all’Ojos, i primi km scorrono bene,  poi la sabbia si fa sempre più fonda e ogni tanto ci tocca spingere la bici. Almeno non c’è vento ci diciamo………., in poco neanche a dirlo si alza un vento contro fortissimo che indieme al fondo sabbioso  rende la progressione davvero un calvario. Niente, neanche oggi è il nostro giorno fortunato, per tutto  il giorno vento contro a manetta e un fondo sabbioso che ci obbliga a spingere davvero  tanto la bici,  la fatica è  di quelle insopportabili con vento forte e contrario, sabbia che ti sferza in faccia, tu che non riesci a pedalare.   Ma poi basta che ti fermi un attimo,  ti giri in tondo, e sei in pace con tutto lo spettacolo che stai guardando. Senza eguali !!!!! Ti lascia davvero a bocca aperta. Poi ti rimetti in marcia verso la tua meta, che spettacolo!
Fisicamente tappe come queste ti mettono davvero a dura prova, se penso che quando sono a casa per fare 90 km ci metto meno di 3 ore, qui ce ne abhiamo messe 10 per farne 65 !!
Con i guardia parco ci eravamo messi d’accordo che ci avrebbero rifornito di acqua in un punto particolare. Con il dovuto ritardo tipico sudamericano ci hanno raggiunto lungo la strada, dopo averci riempito borracce e bottiglie, che non mancano mai attaccate alle nostre bici. Ci dicono che se non vogliamo passare per dogana per  le formalita’ e la solita acqua (si allungherebbe di ulteriori 10km il tragitto giornaliero) possiamo incontrarci nuovamente al rifugio Murray che che si incontra salendo verso l’Ojos. Ottima proposta per noi che accettiamo volentieri.
Quindi stando alla tabella di marcia, dovremmo essere al rifugio Murray domani nel pomeriggio, il giorno successivo  ci portano l’acqua. Da quel momento la sfida finale non puo’ che cominciare !!
La tabella di marcia prevedeva la partenza dai 4165mt del rifugio CONAF  con l’arrivo di tappa alla Dogana, a 3780mt.  Ma con l’aiuto ricevuto per l’acqua ci fermiamo volentieri nel “nulla” del Bofedal, domendo ancora a quasi 4000mt. Solita ricerca di un piano riparato dal vento, montaggio delle tende, bustone liofilizzato per cena, 2 biscottini per “arricchire” il dopo cena , e tutti a nanna. Anche oggi giornata lunga e impegnativa.

L’ho scritto  spesso in questi miei pensieri di tappa. Per fare un viaggio come questo ci vogliono molte cose, ma la cosa più  importante è la coesione del gruppo. Io mi trovo per la prima volta con i  ragazzi di questo gruppo . Sono pieni di consigli che mi aiutano e mi semplificano molte cose. L’aiuto tra  di noi è sincero e spontaneo. E’ davvero una emozione grande che si vive tutti insieme……..  Luca.

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Galleria foto (ingresso Miniera d’oro, Laguna de Negro Francisco, Rifugio CONAF.)

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11a Tappa Avamposto miniera – Rifugio Conaf

Dopo aver passato la notte in un campo di fortuna lungo la strada che sale al passo Mariciunga, colazione con l’oramai famoso porrige by Alberto e smontato le tende siamo pronti per affrontare i km che ci separano dalla cima di questa interminabile salita posta oggi a 4560 metri, il fondo è  buono e quando le condizioni ci aiutano noi ci mettiamo del nostro e saliamo bene e con buun ritmo.
Arrivati al secondo avampasto della miniera veniamo fermati al posto di controllo, dove ci vengono richiesti nomi e nr passaporti,  da quel punto in poi fino all’ultimo controllo veniamo scortati da una jeep, motivo di tanta sicurezza……oro….la miniera è una delle più  grandi in cui si estrae il metallo prezioso e quindi non vogliono rischiare che qualcuno si “perda” al suo interno.
Arrivati al 3 controllo pieno di acqua grazie all’uomo del controllo e poi via verso rifugio Conaf, la distanza non è  molta ma di nuovo un fortissimo vento contrario e il fondo davvero brutto, ci rallenta tantissimo, sono più  di sei ore che pedaliamo e a parte la colazione e qualche galletta per strada non abbiamo mangiato altro, ci guardiamo  in faccia e senza neanche parlare decidiamo di continuare…..arriviamo al Conaf rifugio gestito da dei guardia parco  in cui ognuno si arrangia per farsi da mangiare ecc ecc, tanto per capirci niente acqua calda e niente corrente elettrica, per il caldo forse si potrà accendere il camino.
Tanta fatica anche oggi ripagata dalla bellezza della Laguna de Negro Francisco, luogo incantantomnel bel mezzo del parco Natural de le tres cruses…….
Domani ci aspetta un altra tappa di quelle decisive per il nostro avvicinamento all’Ojos, cosi decidiamo che per stasera doppia  razione per cena a tutti,  le forze non ci devono mancare. Accendiamo anche  il caminetto e allora la giornata può finire, tutti in branda !!

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9a Tappa Barrancas Blancas – La Guardia

Ci alziamo presto per riuscire così  ad affrontare le salite di oggi con qualche grado in meno, ma la dogana Cilena non la pensava allo stesso modo e per timbrare i passaporti e farci controllo alle bici ci hanno messo quasi 2 ore !! Va bene così  partiamo con la voglia di scalare il mitico Pircas Negra che si trova a 4170 ma prima dobbiamo affrontare un “colle” a 4350…….il sole ci cuoce anche oggi come pensavamo le temperature sono intorno ai 38 gradi e a queste quote ti tolgono il fiato.
Dopo aver oltrepassato  il primo passo  scendiamo di diversi metri, riguadagnare quota è  sempre un impresa, comunque anche stavolta siamo in cima anche il Pircas è  nostro !!
Discesa da far mancare il fiato per quanto bella e spettacolare, ci fermiamo spesso a fotografare o semplicemente per ammirare  questa bellezza  della natura…..arrivati in dogana questa volta ci sbrighiamo  in fretta e addirittura un carabinieros ci ofre un melone……che praticamente divoriamo, sojo giorni che non tocchiamo frutta fresca.
Arriviamo a La Guardia che comincia ad esere sera cerchiamo da mangiare e dove accamparci, dopo diversi km troviamo iil mitico Alfonso che dalla sua casa tutta fatta di legno di recupero ha ricavato un posto per dar da mangiare e quindi via a riempirsi la pancia…….qualcuno di noi preferisce non guardare in cucina e credo sia davvero meglio non sapere.
Finito di mangiare ci accampiamo li vicino e montiamo le tende alla luce delle frontali.

Un altra splendida giornata è passata…………

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